PACCHETTI

Soluzioni innovative

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IL TUO BENESSERE SEMPRE AL CENTRO

Sicurezza a casa, nel tempo libero o quando fai sport

Il tuo benessere sempre al centro

A volte anche i piccoli imprevisti possono cambiare la vita e i progetti delle persone. Gli incidenti domestici, ad esempio, rappresentano un pericolo che continua a essere sottovalutato. Lo rileva l’Istituto superiore di Sanità, attraverso il Sistema di sorveglianza sugli infortuni negli ambienti di civile abitazione (Siniaca). Sebbene la propria dimora venga solitamente considerata come uno tra i luoghi più sicuri, dai dati emerge che in Italia oltre 1 milione e 900 mila persone all’anno accedano ai Pronto soccorso degli ospedali a causa di incidenti nel proprio domicilio. È invece l’Istat a fornire i numeri degli infortuni che annualmente si verificano in Italia, che coinvolgono oltre 3,5 milioni di individui. In un quadro più complessivo, un’alta percentuale di lesioni trattate in ospedale risulta essere collegata a eventi casalinghi, al tempo libero o, ancora, ad attività sportiva.

Smart working e sicurezza sul lavoro 

Il massiccio ricorso al lavoro “agile”, al tempo del Covid-19, ha segnato un’inversione di tendenza con un calo degli infortuni “in itinere”, cioè quelli che avvengono nel tragitto tra l’abitazione ed il luogo di lavoro, a favore di un incremento degli eventi avversi in casa.

Rischio incidenti domestici più frequente per le donne 

Fra le categorie più a rischio per incidenti nella propria residenza si annoverano le donne, seguite da anziani e bambini, soprattutto di età inferiore ai 5 anni. Gli ambienti più pericolosi? La cucina e il bagno: frequenti le cadute da sgabelli, oppure provocate da pavimenti e doccia scivolosi. Il pericolo arriva anche da scale sdrucciolevoli, specchi e porte a vetro vicino alle scale. 

Prevenire gli infortuni da sport 

Sono oltre 20 milioni gli italiani che dichiarano di praticare uno o più sport, più volte a settimana (Istat, 2015). Anche qui, non mancano le insidie: tra chi è più costante e chi invece ha un’attività saltuaria si contano circa 300.000 infortuni ogni anno, con traumi causati da lesioni di differente entità. Colpite più frequentemente caviglie, ginocchia, quindi mani, polsi e dita. 

Un po’ più consapevoli. Ma non abbastanza

Ciò che forse non ci si aspetterebbe di scoprire è che il grado di consapevolezza della nostra popolazione, rispetto al rischio di infortuni domestici, è piuttosto modesto: poco meno di 7 su 100 considerano infatti alta o molto alta la possibilità di un incidente a casa per loro o un familiare. La consapevolezza è maggiore nella popolazione femminile e in chi vive con gli anziani o minori (rapporto Istituto superiore di Sanità 2016-2019).

La soluzione: prevenzione e protezione


Per questo la prevenzione deve essere un fattore impresso fin da piccoli, come sottolinea il rapporto Iss: infatti l’adozione di corretti stili di vita in materia di salute è alla base per evitare o contenere infortuni nei diversi contesti della vita quotidiana. Ma è consigliabile completare la prevenzione con una polizza assicurativa completa e flessibile che ti protegga dalle conseguenze di un infortunio quando ne hai più bisogno: in casa, sul lavoro, nel tempo libero, quando pratichi sport o segui le tue passioni. Prevede assistenza continua, con una centrale operativa attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Per soddisfare al meglio le tue esigenze di protezione e per guardare al futuro con serenità!

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SU LA MASCHERINA!

Come tutelare la salute con cautela e prevenzione

Consigliate o obbligatorie, le mascherine protettive sono entrate a far parte della nostra vita, diventando il segno visibile dell’emergenza legata alla pandemia di Covid-19. Sono una barriera che in realtà ha una lunga storia in ambito medico e costituiscono strumenti di prevenzione anche nel lavoro e nello sport. Il loro uso, però, è popolare da molto tempo nei paesi asiatici. 

Utilizzo della mascherina in Giappone, fenomeno di antica data 

Nulla di strano per i giapponesi, in particolare. “Indossare la mascherina sanitaria è una pratica diffusa nel Paese ben prima del Coronavirus. Un rituale per autoproteggersi dai rischi esterni e prendersi cura della collettività”, spiega nello studio riportato sulla rivista scientifica “Japanese Studies” il sociologo Mitsutoshi Horii, docente all’Università di Shumei. Che aggiunge provocatoriamente: “Bisognerebbe chiedere, al contrario, perché gli occidentali non lo fanno”. Già nel 1600 si usava coprire il viso con un pezzo di carta o un ramo di sakaki, pianta considerata sacra, in segno di rispetto verso gli altri, in caso di malattie stagionali, ad esempio. “Il rituale del rischio” è entrato tuttavia nella cultura e nella psicologia degli abitanti del Sol Levante in modo diffuso dopo l’influenza pandemica denominata “spagnola”, a inizio Novecento, e poi con la Sars, la sindrome da polmonite acuta che ha colpito il sud-est asiatico nel 2003. “Infilarsi le mascherine fornisce un senso di controllo”, continua Horii. Una scelta che ha aumentato la sensibilità della popolazione. Un gesto anche etico, di cura personale e di chi sta intorno.

E a casa nostra?

È probabile che l’uso pubblico di mascherine continuerà ovunque, nel mondo post-Covid, diventando parte delle nostre norme sociali. Almeno, si stima, in alcune situazioni e nei periodi dell’anno in cui si è più esposti ai disturbi influenzali. In Italia, dove questo presidio è ancora obbligatorio al chiuso, sono numerosi quelli che ammettono di sentirsi vulnerabili, preferendo indossare la mascherina anche all’aperto, soprattutto nelle zone affollate. L’abitudine ed il senso di protezione hanno già spinto la maggioranza dei nostri concittadini, sulla base di un’indagine di Coldiretti/Ixe’, ad agire con cautela durante l’estate scorsa. E da un altro sondaggio, a cura di Emg-Different/Adnkronos, è emerso che ben 7 italiani su 10 dichiarano di voler continuare ad utilizzare le mascherine anche quando ne verrà tolto l’obbligo. Mentre solo il 27 per cento degli intervistati sostengono di volersene disfare appena possibile.

Scopri i “Piani salute” su misura per te


Acquisire consapevolezza e prudenza nei comportamenti individuali significa interagire con più attenzione con le altre persone. La pandemia ha dettato giocoforza dei cambiamenti, che però si stanno traducendo anche in una maggiore coscienza sociale. Ha quasi imposto una bussola per orientarci e avere più cura di noi stessi. Oggi, puoi costruire un vero piano di prevenzione per proteggere la tua salute e quella dei tuoi cari che ti permetta di monitorare il tuo stato fisico con esami del sangue annuali ed accertamenti  diagnostici conseguenti. Costruisci allora la polizza che più si adatta alle tue esigenze. Scoprirai che fare prevenzione non è mai stato così facile.

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LA POLIZZA CONDOMINIO NON BASTA!

Se pensi che la polizza del condominio basti, forse stai sbagliando

La casa dove viviamo è il luogo che probabilmente vorremmo esprimesse al meglio la nostra identità, ci facesse sentire sicuri e fosse l’approdo sereno alla fine delle nostre giornate di impegni. Certo un po’ tutti la immaginiamo come uno spazio pronto a proteggerci. Ma noi facciamo altrettanto, per proteggere la nostra dimora? Ebbene, nonostante oggi il 73% delle famiglie italiane sia proprietario della casa in cui vive, non oltre il 45% degli alloggi ha una polizza abitazione(multirischio, incendio e le cosiddette “globali fabbricati”), e spesso le polizze contro il rischio di incendio sono minimali e legate alla stipula di un mutuo (Report Ania, Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici - Trend Focus 2020). Più del 60% delle famiglie decide, inoltre, di assicurarsi solo dopo avere subito un danno in casa.

Protezione integrata condominio più casa. 

Molti pensano che la polizza del condominio (anche chiamata Globale Fabbricati) basti. Questa polizza, oltre a coprire i danni derivanti da incendio e i danni causati a terzi (provocati ad esempio dal distaccamento di cornicioni o parti del tetto, dalle antenne centralizzate), può prevedere anche delle garanzie aggiuntive, a scelta del condominio. È chiaro però che per proteggere i nostri beni non basta, così come non è sufficiente a proteggerci - per esempio - dalle conseguenze economiche che potrebbero derivare da danni a terze persone che possono accadere all’interno del nostro appartamento.

È consigliabile allora integrare a quella condominiale un’ulteriore polizza per il proprio appartamento, tenendo conto delle esigenze specifiche, delle caratteristiche del nucleo familiare e del tipo di abitazione in cui si vive.

Protezione personale per la casa = più serenità per la famiglia

Integrare la polizza del condominio con la polizza casa è la soluzione migliore. Anche se nessuna norma di legge impone ai condomini l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa, di regola il fabbricato dove si risiede è difeso per i danni alle proprietà private e per i danni ai terzi. Per fare un esempio concreto, se avviene la rottura accidentale dell’impianto idrico del condominio, situato cioè negli spazi comuni, e l’acqua fuoriuscita danneggia i muri di casa nostra e i beni che vi sono contenuti, l’indennizzo verrà sostenuto dalla polizza condominiale. Immaginiamo ora il caso inverso, ad esempio una conduttura che si è rotta nel proprio appartamento, con conseguente danno alle parti comuni del fabbricato e infiltrazioni in casa di un vicino. La polizza privata coprirà la ricerca del guasto e la riparazione.

Tutela, assistenza e tecnologia

UnipolSai Casa&Servizi è l’assicurazione pensata per affrontare ogni imprevisto e tutelare la tua casa: acqua condotta, ricerca e riparazione diretta del guasto, fenomeni elettrici ed atmosferici, furto, incendio, responsabilità civile capofamiglia, calamità naturali. Garantisce protezione, assistenza continua e la sicurezza delle tecnologie più avanzate grazie al sistema intelligente Unibox C@SA. Scegli la soluzione più adatta a te. Scoprire quanto costa è immediato e gratis. Clicca qui